Come tutte le sere Nino si apprestava a fare la solita passeggiata con la sua cagnolina Luna. Erano oramai oltre dieci anni che vivevano assieme. Da quando la sua dolce ed amata Rosa lo aveva lasciato prematuramente e per colpa di una bruttissima e serissima malattia, egli non aveva mai più voluto una nuova compagna.
Solo quasi un anno dopo, improvvisamente, in una delle sere che raramente usciva di casa, e solo per effettuare gli acquisti indispensabili per vivere, all’uscita di un supermarket cittadino, con una serata di luna piena- e da qui il nome- una cucciolona meticcia di pochi mesi, infreddolita e solitaria, gli si posizionò davanti alla portiera, accovacciandosi sulle zampe posteriori guardandolo intensamente negli occhi. Nino non seppe resistere e le aprì la portiera dell’auto. Come se fosse la cosa più normale di questo mondo, Luna balzò dentro l’auto e si sedette sul sedile posteriore. Da allora Luna era la compagna di vita di Nino.
“ Andiamo a fare due passi amore!!??
La sorpresa di Nino fu troppo forte. Tanto forte da non essere sopportata dal suo debole e maltrattato cuore.
Bruno accolse il questore sul pianerottolo dell’appartamento. Appena entrato nella casa questi si mise ad osservare tutto con molta attenzione. Era la prima volta che gli capitava a Bruno che un questore, in piena notte, si fosse catapultato sul posto di un omicidio, addirittura prima del magistrato di turno.
“Bene, ..Bene…” commentava il questore nel mentre si addentrava nell’appartamento e ispezionava le stanze. Poi inaspettatamente successe una cosa che lasciò di stucco tutti i presenti: la donna con i capelli rosso scarlatto e con la gola tagliata si mosse. Si mosse cosi tanto che si alzò in piedi come se avesse visto entrare il questore e si fosse risvegliata da una morte apparente.
Sul volto di Giorgio comparse una specie di ghigno che sembrava più uno sfottò. Ma cosa diavolo stava accadendo? Bruno restò a bocca aperta mentre vedeva la rossa che si drizzava in piedi e, stando attenta a non calpestare quello che doveva essere il suo sangue, si dirigeva verso il questore ed il funzionario di turno.
“Buon giorno signor questore” Disse la bellissima ragazza con ancora la rosa bianca in mano.
“Buongiorno a lei” Bene! Possiamo dire concluso l’ esperimento” Disse a voce alta il questore. Poi si rivolse direttamente a Bruno e prendendolo sotto braccio, gli disse”
“Vede ispettore, lei è stato il primo che si è prestato, a sua insaputa ovviamente, al primo esperimento di esercitazione operativa di nuova concezione.
Come avrà capito tutto era organizzato ma ovviamente finto e mirava a “saggiare” la sua professionalità ed il suo modo di operare quale responsabile di turno…
“Brutto stronzo!! Disse Bruno rivolgendosi a Giorgio che ormai non tratteneva più il ghigno stampato in viso. “ Tu sapevi tutto ovviamente…."
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Giorgio prese con leggerissimo tocco il polso della sconosciuta. Era freddo e assolutamente silenzioso, A suo parere la donna era morta da almeno un paio d’ore dissanguata dall’evidente taglio sulla gola. Si girò verso Aldo e con un gesto della mano gli ordinò di fermarsi.
“ Sai la procedura Aldo!!” Questa è morta da un po’” “ Congeliamo il contesto e chiamiamo in ufficio”. A seguire le frasi dette, estrasse un taccuino dalla tracolla che portava sempre appresso in servizio e cominciò a prendere appunti. Sapeva, per esperienza, che l’ispettore prima, ed il funzionario dopo, lo avrebbero tempestato di domande su come era l’ambiente quando era entrato; se aveva toccato qualcosa e cose di questo tipo. Annotò con cura tutti i particolari della situazione, a partire dalla luce accesa che si notava già all’arrivo dalla via Gallo, al fatto che la porta del pianerottolo era aperta, anzi appoggiata all’altra anta ma non chiusa regolarmente. Un particolare non da poco e non trascurabile.
Bruno lo sapeva, lo aveva detto in cuor suo che la nottata era oramai compromessa. Ricevute le prime notizie direttamente dalla voce di Giorgio, diede le prime disposizioni all’operatore di sala di cominciare a svegliare il collega di turno della scientifica e di informare il funzionario reperibile. Intanto lui sarebbe andato sul posto ad iniziare quella lunga notte di lavoro.
“ Fammi sapere via telefono tutto quello che puoi su questo avvocato Marra !!” disse a Mario pochi minuti dopo, mentre con il collega della scientifica si avviavano in garage a prendere l’auto. Diede una mano al collega ed inforcò a tracolla la telecamera di servizio mentre lo scientifico poggiava a terra nell’atrio del secondo piano la valigia delle attrezzature. La prima buona mezz’ora passo per i rilievi di rito e le diverse telefonate ricevute dalla sala operativa che lo avvisavano che, da li a poco, sarebbe arrivato addirittura sul posto Il magistrato di turno ed il medico legale. Intanto Mario lo informò che l’avvocato Marra era fuori Cagliari per un congresso. Precisamente a Vienna dove alloggiava all’Hotel Serena da due giorni circa. Il suo rientro era previsto per la mattinata odierna. A quanto pare l’avvocato era anche molto conosciuto in città. Uno importante insomma.
Seconda domanda della nottata: Che ci faceva una donna con la gola tagliata all’interno dell’appartamento di un noto avvocato cittadino? La rogna sembrava di quelle di notevole consistenza. Infatti, come a volere accentuare il verbo, arrivò nel telefono di servizio in uso a Giorgio la telefonata del questore in persona: “ Ispettore, sono il questore, mi illustri la situazione e quanto fatto fino ad adesso, grazie” Bruno diede i primi chiarimenti e notizie per telefono, continuando , poco dopo, di persona, in quanto, nel frattempo, sia il questore che il funzionario di turno erano giunti sul posto...
...continua